Premessa

Questo non è altro che un blog con la funzione di "raccoglitore" di tutti i post di Alexander McDowell, un personaggio inventato da Juditta e che agisce nel Gioco Di Blog Ordinary World. Ogni fatto ed avvenimento è di fantasia ed ogni riferimento a fatti o avvenimenti realmente accaduti è casuale. L'aspetto di Alexander è quello dell'attore Wentworth Miller, ma a parte l'aspetto, il personaggio non ha alcuna attinenza con Wentworth.

Alexander Christian McDowell

Nome:Alexander Christian
Cognome: McDowell
Data di Nascita: 26 Agosto 1977
Età: 30 anni
Occhi; Blu
Capelli: Neri Corti
Segni Particolari: Una cicatrice sul sopracciglio sinistro. Glie l'ha causata Frederick, il fratello maggiore, nell'ultima crisi, che ha avuto prima di essere ricoverato.

Storia: Alexander Christian McDowell è il quarto fratello della famiglia McDowell, come ogni figlio mezzano è cresciuto in maniera indipendente, senza soffrire di gelosie nei confronti dei fratelli maggiori, nè di Mike, il fratello minore, ha una passione smodata per la sorellina, con la quale però non ha un buon rapporto.
Sarcastico e cinico, risulta fin troppo brusco a volte, non si lascia avvicinare molto facilmente, diffidente per natura ha imparato a fidarsi del suo sesto senso, che non fallisce quasi mai.
Laureato a Yale, ha cominciato a lavorare subito dopo la laurea, presso l’azienda dove aveva fatto lo Stage. L’azienda è una delle più grandi nel settore, è la stessa che si è occupa degli Spot Nike e Coca-Cola. Ha girato il mondo, per lavoro, visitando le città più belle, e i posti più emozionanti, anche solo per trovare l’ispirazione adatta.
Ma ora, è stanco della sua vita da nomade, e ha deciso di trasferirsi a New York, in pianta stabile, insieme al fratello Mike e la sorella Antea. Insieme al suo staff, ha voluto aprire un ufficio tutto suo, considerando anche il fatto che molti dei suoi clienti hanno deciso di seguirlo, perché sanno che lui nel lavoro ci mette la propria anima.
Ama moltissimo le moto e i motori, come ogni membro della famiglia McDowell, possiede una Honda cbr nera, con la quale va spesso a correre in pista, o semplicemente fare lunghi giri per rilassarsi e ritrovare la giusta concentrazione.
Ha un’altra passione quella per i film, possiede oltre 200 dvd originali, che lo seguono ovunque, e ama leggere, non ha generi preferiti, anche se predilige i classici come Shakespear e Baudeleire, ma logicamente questa cosa la sanno veramente in pochi.
Se in giusta compagnia ama divertirsi e lasciarsi andare.
Sentimentalmente è tornato libero da un annetto, dopo una relazione che durava da troppi anni, si era innamorato della donna sbagliata, che pretendeva troppo senza mai dare niente in cambio.
Alexander è un tipo passionale, e in una relazione, come nel lavoro mette tutto se stesso, non pretende neanche tanto, solo sincerità e fedeltà. Incredibilmente romantico (sa nascondere alla perfezione questa sua peculiarità) spesso stupisce le proprie ragazze con viaggi a sorpresa, e appuntamenti particolari, senza mai cadere nel banale o nello scontato.

Fauvorits

Ama: Se stesso, la sua moto, il suo lavoro, la sua famiglia.

Odia: La sua vita, il suo cinismo, e la gente che vive solo perchè è obbligata a farlo.

Colore Preferito: Verde Smeraldo.
Numero Fortunato: 3
Portafortuna: Ancora non ce l'ha.
Sogno nel Cassetto: Avere una famiglia propria.
Città Preferita: Vienna.

Possiede

Moto: Honda VFR [Foto]
Cellulare: Nokia N93i [Scheda]
Pc: Sony VAIO VGN-TX3XP/L [Scheda]
Macchina: Celica S 2800 (Cilindrata) [Foto]

La Famiglia McDowell

Nome: Milena Nott
Età: 55 Anni.
Professione: Giudice Supremo della Corte Marziale
Descrizione: Abita a Washigton, dove lavora da oltre venti anni come Giudice della corte Marziel. La sua professione l'ha portata spesso ad assentarsi da casa, ma ha fatto il possibile per non far mancare niente ai figli. Donna molto formale e rigida, solo in famiglia si lascia un po' andare. Ha ricevuto da sempre un'educazione militare, non solo perchè è entrata in marina alla giovane età di venti anni, ma anche perchè il padre era un ex Generale con quattro stelle in pensione. Adora Mike, e anche se le madri non dovrebbero avere preferenze, lui è l'eccenzione che gli fà confermare la regola. Non solo perchè ha intrapreso una carriera d'avvocato ma anche perchè dei sette figli è quello che sente piu vicino.

Nome: Nicholas McDowell
Età: 57 Anni
Professione: Generale dei Marins Americani, a capo di una Tasc Force 'segreta' di Anti-terrorismo.
Descrizione: è in servizio attivo in Iraq dal Novembre 2001. Torna rare volte in patria, e sempre per pochi giorni, ma spera ardentemente che gli diano un congedo permanente. Sente molto la mancanza di casa, anche se per la patria farebbe di tutto. Appassionato di moto e macchine è lui che ha trasmesso questa passione ai figli. Ha un piccolo vizio, quello di controllare la fedine penali dei partner dei propri figli. Spigliato e ironico ama la lettura e la buona musica. Tiene tantissimo a ciascuno nei sette figli, anche se a volte dimostra un debole per la 'piccola' Antea. L'unica femmina della numerosa famiglia.

Nome: Fredreric McDowell
Età: 36 Anni
Professione: Disoccupato
Descrizione: Fedreric è il maggiore dei sei fratelli, ha 36 anni, e da 10 anni è rinchiuso in un ospedale psichiatrico, il migliore di tutta l'America. Quando era più piccolo, ha subito un grave Shock, che prima gli ha fatto perdere momentaneamente l'uso della parola, e quando tornò comincià ad avere vere e proprie crisi, con scatti d'ira e violenza. I fratelli non vanno spesso a trovarlo, l'unica che riesce a reggere la situazione è la piccola Antea che almeno una volta al mese sparisce per una giornata intera senza dare spiegazioni e va a trovare suo fratello. Negli ultimi anni sembra essere migliorato tantissimo, e Antea spera che ben presto lo lascino libero di tornare a casa insieme ai fratelli.

Nome: Tomas McDowell
Età: 33 Anni
Professione: Pilota Rally Professionista
Descrizione: Tomas è il secondo genito insieme a suo fratello Leonard, della famiglia, ha 33 anni ed è tra i Piloti di Rally più consociuti in America, corre insieme a suo fratello, e non si fà mancare un tornero, anche minore, ha la passione per i motori, come tutti i componenti della famiglia. Si è sposato molto giovane, a 25 anni ha una figlia di 3 anni, Mary Rose. Abitano a Washigton, anche se, a casua del suo lavoro è spesso fuori casa. Tom è un ragazzo all'apparenza inavvicinabile, schivo e meschino, ma è solo una maschera che porta, non ama moltissimo affezionarsi alle persone, perchè convinto che prima o poi tutti gli volteranno le spalle. Vuole bene realmente solo alla propria famiglia e alla moglie.

Nome: Leonard McDowell
Età: 33 Anni
Professione: Pilota Rally Professionista
Descrizione: Leonard, 'Leo' per gli amici è l'opposto del fratello, solare giocoso e simpatico, è il classico 'bonaccione' tutti lo adorano fin da subito, e lui non può che esserne felice, infatti, anche se non lo ammetterebbe neanche sotto tortura, ama stare al centro dell'attenzione. Anche lui ha le sue radici a Washigton, dove convive con una ragazza ormai da 5 anni, stanno pensando seriamente al matrimonio, ma vogliono ancora far passare qualche tempo.

Nome: Samuel 'Sam' McDowell
Età: 22 Anni
Professione: Studente iscritto alla facoltà di Veterinaria di New Yor. Con Specializzazione di "Animali Marini"
Descrizione: Samuel studia veterinaria, con specializzazione in 'Animali marini'. E' il più piccolo della famiglia McDowell, è cresciuto viziato e coccolato da i genitori ma sopratutto dai cinque fratelli maggiorni, e Antea non gli ha mai fatot mancare coccole e ogni tipo di premura. Si fa chiamare da tutti "Sam" non ama chi usa il suo nome per intero, vispo e solare è sempre disposto a ad aiutare il prossimo. Molto ordinato e preciso non ama il disordine. Divertente e con la battuta pronta è sempre disposto a scambiare quattro chiacchiere in compagnia. Espansivo e estroverso non ama gli spazzi aperti, nonostante abiti al Wayland Park non ama il caos cittadino. Torna in città solo per studiar ee dare gli esami, altrimenti preferisce la vita nell'oceano.

Lo Staff con Cui Lavoro

Premessa: E' lo Staff Migliore al mondo

Summer Dupree viene assunta da Alexander nel momento in cui la sua agenzia accetta di occuparsi della campagna pubblicitaria della rivista Runaway, per occuparsi delle relazioni tra il suo ufficio e il settore fotografico. Ambiziosa e buona lavoratrice Summer è una ragazza ostinata e decisa che non si tira mai indietro davanti alle sfide e alle nuove proposte. Appena assunta però prenderà una bella sbandata per il suo capo, cosa che la porterà, a volte, a essere un po’ troppo piena di attenzioni nei suoi confronti.

Richard Willis ha 34 anni e lavora da sempre nel settore pubblicitario, essendo questo il mestiere praticato anche da suo padre e dal fratello maggiore. Creativo, arguto e fantasioso Richard è la mente dello staff di Alexander, sempre capace di trovare slogan e descrizioni originali e pungenti per ogni prodotto di cui devono curare la campagna pubblicitaria. Sposato da 4 anni lui e la moglie stanno aspettando ora il loro primo figlio, una bambina che dovrebbe nascere a fine agosto 2007.

Mylo Sullivan è il più giovane tra i collaboratori di Alex, è un ragazzo che ha una passione smodata per l'infromatica e per la programmazione, ha uno spiccato senso per gli affari, e apprende velocemente tutto, infatti lui mira a prendere molto presto il posto di Alex. A ogni costo, e in ogni modo. Gentile e ironico, molto spesso Mylo si trasforma nel giullare di corte, sopratutto quando i tempi di consegna stringono e la tensione è alle stelle.

Allyson Matthews è una delle collaboratrici più 'Anziane' di Alex, lavora con lui dalla bellezza di 9 anni, e ha deciso senza pensarci due volte di seguirlo a New York, si occupa insieme ad Alex, del settore creativo, e dell'innovazione, e anche come PR, sempre disposta a portare nuovi clienti.Allyson non è solo una collaboratrice, ma è anche la migliore amica del ragazzo, ormai i due riescono a capirsi anche con un solo sguardo.

Donovan Pratt, 'Dane' per gli amici è il classio genio, creativo e molto 'strano' è un vulcano di idee, piantagrane di professione spesso esaspera tutto il team. Si lamenta per ogni cosa, e sopratutto ha una fissa per il caffè italiano, se non è italiano impazzisce (più di quanto già non lo sia in realtà).

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Credits

A Stylish Diaries Maker production;
Immagini di Wentworth Miller provenienti da SweetandTalented;
Hosting by Splinder e Altervista;
Talkin' this and that again; Let's break it down for a minute. Creamer © Limp Bizkit.

giovedì, 20 settembre 2007, 09:53

Scatole.
Scatole.
Ancora scatole.
La mia vita rinchiusa in delle scatole.
La mia vita, sempre in movimento, sempre frenetica, sempre in giro ha deciso di fermarsi. La giostra si è fermata, e io devo scendere.
L’oceano cristallino dei Caraibi, la sabbia bianca del Marocco, il glaciale freddo di Mosca, l’esaltante carnevale di Rio. Luoghi persone, viaggi incontri divertimenti. La giostra si è fermata e io sono sceso.
Di mia volontà? Esattamente, e qui ci stà l’imbroglio, non è assolutamente mettere le radici, sono nomade per natura, lo sono sempre stato. Ma forse il Luna Park, con luci e colori sempre nuovi non ha più bisogno di me, o forse io non ho più bisogno di lui.
New York, amata e odiata, sono qua. Di nuovo pronto a sentire su me il peso della sedentarietà. Anche quando ho studiato a Yale, non rimanevo per più di sei mesi in un alloggio, ho fatto il diavolo a quattro. E ora? Che succederà? Impazzirò sicuramente.
Ho visto mio fratello Mike a Washington questo fine settimana, mi ha portato le chiavi di casa, ma io avevo chiesto uno scudo difensivo per proteggermi da Antea.
Mi ha chiesto di rientrare con lui, per fare una bella sorpresa alla nostra sorellina, certo la sorpresa ci sarebbe stata, e anche grande, ma lei sarebbe morta d’infarto o avrebbe ucciso me, molto più probabilmente.
La nostra famiglia è unita, incredibilmente unita. Siamo cinque maschi e una ragazza, e lei la piccola Antea è una delle creature al mondo che adoro di più, fino all’incidente di Fedreric, potevo dire, e dare per certo che ero il suo fratello preferito, e lei era la mia piccola gemma.
Ma ora le cose sono cambiate anche troppo.
“Alex, dai, qui in ufficio abbiamo finito” La mano di Allyson mi riporta sulla terra.
“Aly sicura?” Chiedo speranzoso, ci dormirei pur di non rientrare a casa.
“Smettila di fare il codardo, non puoi abitare in ufficio” Ride sedendosi sul tavolo davanti a me, osservo le sue gambe, i suoi jeans sono sempre strani, hanno sempre decorazioni diverse, e spesso le crea da sole queste decorazioni.
“Non sono codardo” Ribatto stancamente, appoggiandomi sullo schienale della sedia.
“Sei arrivato a New York stà mattina alle sei, sono le sette di sera, e non sei passato per casa” Perché deve sempre ricordarmi tutto? Perché la detesto quando ha dannatamente ragione?
“E va bene, per oggi basta cosi” Sospiro un po’ teso, abbiamo ricevuto l’incarico della campagna pubblicitaria dela Runaway, odio le riviste di moda, sono complicate da gestire, e non puoi fare programmi a lungo termine, cambia tutto da un giorno a quell’altro. Però mi piacciono le sfide, e voglio, anzi sono sicuro che riuscirò a portare Runaway in alto, più in alto di quanto si possano aspettare.
“Ecco bravo, tanto gli altri arrivano tutti in settimana, e hai ben sette giorni per mettere in ordine la tua vita” Mi dà una pacca sulla spalla, e scende con un piccolo salto.
“Uno: non voglio mettere ordine della mia vita, mi piace così com’è. Due: sei troppo saggia per i miei gusti” La prendo in giro, mentre infilo la giacca, e chiudo le luci del mio ufficio.
“Senti ma, perché mi hai dato l’ufficio verde?” Allyson stà controllando che tutto sia a posto nel resto del piano.
“Perché si, ti si addice il verde!” Faccio le spallucce, e chiamo l’ascensore.
“Ah ecco, se lo dici te” Entriamo in ascensore, e ci salutiamo a piano terra, perché ho parcheggiato la moto proprio davanti al palazzo, Aly ha la macchina nei garage.

***

Sono le otto passate, e forse è ora che rientri a casa. Anche se la prospettiva di fare un bel viaggio in moto è molto più allettante. Non che abbia paura di tornare a casa, ma è che non mi và sentire quella tensione che ti entra perfino nelle ossa, quelle situazioni che sono scomode terribilmente scomode. E sinceramente le situazioni scomode non le ho mai digerite.
Parcheggio la moto proprio affianco a quella dei miei fratelli, è strano come le unioni di famiglia si manifestano sotto i più svariati aspetti.
“Alexander che piacere rivederla” La voce di Jim mi fa girare verso la portineria, stà chiudendo.
“Jim, buona sera” Mi avvicino al bancone.
“Ho saputo che tornerà ad abitare qui, signore”
“Si” Sospiro. “Casa dolce casa no?”  M’incammino verso gli ascensori appena Jim sparisce dietro al bancone per fare non so cosa.
Primo Piano: Ne mancano undici.
Secondo Piano: Ho 30, anzi no, precisiamo, 29 anni. Non posso avere paura di una ragazza di 24.
Terzo Piano: Io non ho fatto niente di male.
Quarto Piano: Sarà contenta di vedermi, sono anni che non ci vediamo.
Quinto Piano: Magari c’è qualche altro appartamento libero. Magari dall’altra parte del parco.
Sesto Piano: Oddio, solo ora mi rendo conto di quello che faccio. Routine. Normalità. Aiuto.
Settimo Piano: Le carte sono in tavola, non puoi alzarti e andare via.
Ottavo Piano: L’arrivo di Amber distrarrà le attenzioni dalla mia presenza in casa.
Nono Piano: Devo riuscire a trovare l’aggancio giusto per Runaway, per un inizio strabiliante.
Decimo Piano: Mi dovrò informare di moda. Non può andare peggio di così.
Undicesimo Piano: Perché?
Dodicesimo Piano: Arrivato. Grazie a Dio, pensavo di dover salire verso il paradiso, altro che. Troppi piani!

La vita è priva di una configurazione ben definita, le sue catastrofi colpiscono in modo sbagliato le persone sbagliate. C’è un che di grottesco nelle sue commedie, e le sue tragedie finiscono in farsa. Chi l’avvicina ne rimane sempre ferito. (Il critico come Artista – Oscar  Wilde)

“Sono a casa” Dico rientrando, non che mi aspetti che mi si venga incontro saltellando e gioendo. Con la tensione che ci sarà qui, è già tanto che non vengo accolto da una gang di malavitosi pronti a tutto per cento dollari.
“Noi siamo in cucina!” La voce squillante di Mike mi fa sorridere, lui è sempre cosi gioviale e ottimista, l’esatto opposto mio.
“Buona sera” Cerco di sorride arrotolandomi la manica della camicia.
“Ciao” Antea neanche alza lo sguardo, stà tagliando una zucchina, e presumo che quella zucchina abbia il mio volto notando la foga e la violenza con cui stà riducendo quel povero ortaggio.
Mi devo ricordare di non farla incazzare mentre maneggia i coltelli, è dannatamente e pericolosamente brava.
“Allora, com’è andato all’ufficio? Pensavo che iniziassi almeno domani!” Mike mi parla mentre controlla qualcosa in forno, non sono abituato a vederli cosi uniti, fino a qualche anno fa ogni pretesto era giusto per litigare.
Buffa la vita, ora sarò io il bersaglio mobile della mia sorellina.
“Andato bene, Allyson è venuta con me, e sono arrivati tutti i mobili per gli interni” Allento anche il nodo alla camicia, e mi siedo su uno degli sgabelli. Lungi da me chiedere se vogliono una mano in cucina, sicuramente avrebbero qualcosa da fare, e io, giustamente la dovrei fare. Che cosa scomoda!
“Aly?” Antea mi guarda per la prima volta da quando sono rientrato, annuisco. “Invitala a cena, la voglio rivedere” Libera provocazione, la prima della serata. Lei odia me, e ama il mondo che mi circonda. Non è cambiata.
“In settimana glie lo dico” Rispondo pacato mentre giocherello con una mela, presa a caso da cesto della frutta davanti a me. “Sapete dell’arrivo di Amber?” Cominciamo a deviare ogni possibile argomento che mi riguardi personalmente.
“Oh, certo”  Il rumore del coltello secco mi ha fatto, lo devo ammettere, prendere un colpo secco.
“Problemi?” Chiedo non per provocarla.
“Ah beh.. Dimmi te Mike rientra Ieri con una lettera e una notizia. Il tuo arrivo qui, e l’arrivo di una nuova sorellina, la famosa Amber. Al diavolo lei e te!”
Più chiara e coincisa di cosi, non poteva essere.
Detto ciò esce dalla cucina, senza sbattere la porta, semplicemente perchè non abbiamo porte da sbattere in cucina.
Poi sento il rumore dei suoi tacchi tornare in cucina mi volto, e la vedo che ci osserva. “Buon appetito!” Che sembra tanto voler significare: ‘Strozzatevi in santa pace, ma non sporcate’ “Esco con Jake!” Uno. Due. Tre. Quattro. Cinque. Ecco che sbatte la porta di casa, come la conosco bene. Fin troppo.

Non posso fare a meno di detestare i miei parenti. È così triste dover sopportare chi ha i nostri stessi difetti. (Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde)

Irascibile. Impulsiva. Vendicativa. Le mie tre caratteristiche che si rispecchiano in Antea.
Dolce. Sognatrice. Combattiva. Queste peculiarità sono di Mike, ma si celano anche nelle sfumature più svariate in lei.
Spericolata. Ansiosa. Indulgente. Creativa. Qui ci possono essere rispecchiati i gemelli in pieno. E poi ha lo sguardo e la bocca di Fedreric, e forse questa è la cosa che più mi colpisce.
“Jake?” Domando inarcando il sopracciglio.
“Ti ricordi il mio migliore amico?” Mike si è messo a cuocere la zucchina insieme a non so cosa nella padella.
“Si quello che abita qui a fianco, no?” Domando cercando di ricordare la fisionomia, alto, biondo con gli occhi chiari.
“Esattamente.. Stanno insieme, ormai da quasi un mese, ma si frequentano ormai da un anno” Sorride, strano, tutti noi fratelli non abbiamo mai sopportato i fidanzanti di Antea specialmente William. Quel gran… “È un tipo ok, Jake.. Sono sicuro che non la farà soffrire”
“Spero, altrimenti devo ucciderlo” Ci mettiamo a ridere entrambi.

***

“Vado io” Dico semplicemente alzandomi dal divano e dirigendomi verso la porta.
Apro e vedo una ragazzina bionda sorridente che mi fissa in silenzio. Inclina la testa a destra e a sinistra, poi di nuovo a destra e di nuovo a sinistra. Riduce gli occhi a due fessure e annuisce.
“Ah! Le corna e la coda dove sono?” Chiede in perfetto stile poliziesco. Poi mi osserva facendo un passo avanti. “Il fumo nero, e i denti da squalo?” Si è portata una mano al mento massaggiandolo.
“Amica di Antea, non è vero?” Domando sorridendo.
“Si Amica di Antea, Senza rancore eh!” Sorride facendo le spallucce ed entra passando alla mia sinistra.
“Accomodati pure, fai come se fossi a casa tua” Dico ironico chiudendo la porta alle mie spalle.
“Sono a casa mia” Ribatte lei tranquillamente, posando i cd sul tavolino in sala.
“Ah ecco, forse sono io qui l’intruso” Rispondo accigliato.
“Dai, sei più sveglio di quanto pensi Antea” Ride, e io non posso fare altro che ridere con lei, ha una risata contagiosa.
“Mandy!” La voce squillante di Antera riempie la stanza.
“Ant!” Si porse in avanti prese i cd tra le mani e me li mostrò, anzi me li sventolò con gesti ampi.
“Grazie!Grazie!Grazie!” Dice sorridente, e poi si accorge della mia presenza e il sorriso gli si smorza.
“Ho conosciuto Alex” Amanda, una sedicenne, massimo una diciottenne potrebbe essere.
“Che fortuna” Risponde mia sorella sarcastica. Ci risiamo.
“Non è male” Fa le spallucce.
“Non lo conosci” Ribatte lei prontamente.
“Tu mi conosci?” Chiedo a brucia pelo dirigendomi in cucina.
“Si dia il caso che sono tua sorella” Sento la sua voce seguirmi, a pro il frigo e tiro fuori una birra ghiacciata.
“Che c’entra? Sono anni che non ci sentiamo” Faccio le spallucce e poso la bottiglietta di birra sul tavolo cercando lo stappa bottiglie.
“Secondo te ci sarà un motivo?” Mi guardo intorno spaesato, sono in questa casa da due giorni e non c’è una cosa messa al suo posto. Sbatto nervosamente un cassetto.
Mi giro verso Antea, pronto a chiederle dove cavolo la sua mente bacata, e quella di mio fratello, avrebbero potuto mettere un cavatappi. Ma vedo la biondi passarmi vicino, tra me e il tavolo della cucina, si sporge verso lo sportello in alto a sinistra, lo richiude, e mi sventola davanti l’oggetto del mio desiderio. Mi sorride e fa le spallucce come per dirmi ‘basta cercare’.
“Si il motivo c’è ed è tutto nella tua mente bacata!” Dico secco stappando la birra, con la coda dell’occhio vedo il folletto biondo cercare qualcosa in giro per la cucina ma non ci faccio più di tanto caso.
“Non osare a tirare in ballo le menti bacate!” Sibila lei con il fuoco negli occhi.
“Senti Antea non è colpa mia se hai la memoria di un elefante, per di più danneggiata!” Dio che esasperazione, facevo prima a trovarmi un altro appartamento.
“Non è colpa mia, se te sei un egocentrico stronzo!” Scuote la testa incredula.
“Tu sei completamente fuori Antea, ma come il terrazzo!Sei senza speranza!” Poso la birra con un gesto secco sul tavolo, ho l’acido allo stomaco per il nervoso.
“Oh!” Annui con sguardo omicida. “Certo” Alza le mani come per dire ‘perché non l’ho pensato prima’.
Ci guardiamo male, anzi no è dire poco, ci guardiamo in cagnesco, e nel silenzio sentiamo una vocina bassa sussurrare qualcosa, ci giriamo in contemporanea verso la ragazzina bionda, quella che assomiglia un folletto, stà scrivendo e farfugliando qualcosa. Poi come se fosse stata strappata dai suoi pensieri ci guarda. “Beh? Avete finito?” Chiede stupita.
“Finito cosa scusa?” Domando inarcando il sopracciglio.
“Di discutere!”
Ovvio no?
“E a te che interessa?”
“Stò segnando i punti, scusa eh!”
Certo no? Stà segnando i punti!
La guardiamo tutti e due stupiti, e lei alza il foglio bianco diviso in due, su una metà c’è scritto ‘Alex il Diavolo’, sull’altra ‘Antea Superstar’. Ho già capito da che parte stà.
“Tu alex sei in vantaggio di 5 a 3” Mi spiega mostrandomi le battute. “Te Antea.. Mi hai deluso!” Annuisce seria e con una specie di rammarico nello sguardo, è difficile non scoppiare a ridere. “Mi aspettavo più da te”  Le dà una pacca d’incoraggiamento sulla spalla. “Farai meglio la prossima volta!” Appende con una calamita il foglio sul frigo.

Alexander Christian McDowell

famiglia, lavoro, new york
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