Questo non è altro che un blog con la funzione di "raccoglitore" di tutti i post di Alexander McDowell, un personaggio inventato da Juditta e che agisce nel Gioco Di Blog Ordinary World. Ogni fatto ed avvenimento è di fantasia ed ogni riferimento a fatti o avvenimenti realmente accaduti è casuale. L'aspetto di Alexander è quello dell'attore Wentworth Miller, ma a parte l'aspetto, il personaggio non ha alcuna attinenza con Wentworth.
Nome:Alexander Christian
Cognome: McDowell
Data di Nascita: 26 Agosto 1977
Età: 30 anni
Occhi; Blu
Capelli: Neri Corti
Segni Particolari: Una cicatrice sul sopracciglio sinistro. Glie l'ha
causata Frederick, il fratello maggiore, nell'ultima crisi, che ha avuto prima
di essere ricoverato.
Storia: Alexander Christian McDowell è il quarto
fratello della famiglia McDowell, come ogni figlio mezzano è cresciuto
in maniera indipendente, senza soffrire di gelosie nei confronti dei fratelli
maggiori, nè di Mike, il fratello minore, ha una passione smodata
per la sorellina, con la quale però non ha un buon rapporto.
Sarcastico e cinico, risulta fin troppo brusco a volte, non si lascia avvicinare
molto facilmente, diffidente per natura ha imparato a fidarsi del suo sesto
senso, che non fallisce quasi mai.
Laureato a Yale, ha cominciato a lavorare subito dopo la laurea, presso
l’azienda dove aveva fatto lo Stage. L’azienda è una
delle più grandi nel settore, è la stessa che si è
occupa degli Spot Nike e Coca-Cola. Ha girato il mondo, per lavoro, visitando
le città più belle, e i posti più emozionanti, anche
solo per trovare l’ispirazione adatta.
Ma ora, è stanco della sua vita da nomade, e ha deciso di trasferirsi
a New York, in pianta stabile, insieme al fratello Mike e la sorella Antea.
Insieme al suo staff, ha voluto aprire un ufficio tutto suo, considerando
anche il fatto che molti dei suoi clienti hanno deciso di seguirlo, perché
sanno che lui nel lavoro ci mette la propria anima.
Ama moltissimo le moto e i motori, come ogni membro della famiglia McDowell,
possiede una Honda cbr nera, con la quale va spesso a correre in pista,
o semplicemente fare lunghi giri per rilassarsi e ritrovare la giusta concentrazione.
Ha un’altra passione quella per i film, possiede oltre 200 dvd originali,
che lo seguono ovunque, e ama leggere, non ha generi preferiti, anche se
predilige i classici come Shakespear e Baudeleire, ma logicamente questa
cosa la sanno veramente in pochi.
Se in giusta compagnia ama divertirsi e lasciarsi andare.
Sentimentalmente è tornato libero da un annetto, dopo una relazione
che durava da troppi anni, si era innamorato della donna sbagliata, che
pretendeva troppo senza mai dare niente in cambio.
Alexander è un tipo passionale, e in una relazione, come nel lavoro
mette tutto se stesso, non pretende neanche tanto, solo sincerità
e fedeltà. Incredibilmente romantico (sa nascondere alla perfezione
questa sua peculiarità) spesso stupisce le proprie ragazze con viaggi
a sorpresa, e appuntamenti particolari, senza mai cadere nel banale o nello
scontato.
Ama: Se stesso, la sua moto, il suo lavoro, la sua famiglia.
Odia: La sua vita, il suo cinismo, e la gente che vive solo perchè è obbligata a farlo.
Colore Preferito: Verde Smeraldo.
Numero Fortunato: 3
Portafortuna: Ancora non ce l'ha.
Sogno nel Cassetto: Avere una famiglia propria.
Città Preferita: Vienna.
Moto: Honda VFR [Foto]
Cellulare: Nokia N93i [Scheda]
Pc: Sony VAIO VGN-TX3XP/L [Scheda]
Macchina: Celica S 2800 (Cilindrata) [Foto]
Nome: Milena Nott
Età: 55 Anni.
Professione: Giudice Supremo della Corte Marziale
Descrizione: Abita a Washigton, dove lavora da oltre venti anni come Giudice della corte Marziel. La sua professione l'ha portata spesso ad assentarsi da casa, ma ha fatto il possibile per non far mancare niente ai figli. Donna molto formale e rigida, solo in famiglia si lascia un po' andare. Ha ricevuto da sempre un'educazione militare, non solo perchè è entrata in marina alla giovane età di venti anni, ma anche perchè il padre era un ex Generale con quattro stelle in pensione. Adora Mike, e anche se le madri non dovrebbero avere preferenze, lui è l'eccenzione che gli fà confermare la regola. Non solo perchè ha intrapreso una carriera d'avvocato ma anche perchè dei sette figli è quello che sente piu vicino.
Nome: Nicholas McDowell
Età: 57 Anni
Professione: Generale dei Marins Americani, a capo di una Tasc Force 'segreta' di Anti-terrorismo.
Descrizione: è in servizio attivo in Iraq dal Novembre 2001. Torna rare volte in patria, e sempre per pochi giorni, ma spera ardentemente che gli diano un congedo permanente. Sente molto la mancanza di casa, anche se per la patria farebbe di tutto. Appassionato di moto e macchine è lui che ha trasmesso questa passione ai figli. Ha un piccolo vizio, quello di controllare la fedine penali dei partner dei propri figli. Spigliato e ironico ama la lettura e la buona musica. Tiene tantissimo a ciascuno nei sette figli, anche se a volte dimostra un debole per la 'piccola' Antea. L'unica femmina della numerosa famiglia.
Nome: Fredreric McDowell
Età: 36 Anni
Professione: Disoccupato
Descrizione: Fedreric è il maggiore dei sei fratelli, ha 36 anni, e da 10 anni è rinchiuso in un ospedale psichiatrico, il migliore di tutta l'America. Quando era più piccolo, ha subito un grave Shock, che prima gli ha fatto perdere momentaneamente l'uso della parola, e quando tornò comincià ad avere vere e proprie crisi, con scatti d'ira e violenza. I fratelli non vanno spesso a trovarlo, l'unica che riesce a reggere la situazione è la piccola Antea che almeno una volta al mese sparisce per una giornata intera senza dare spiegazioni e va a trovare suo fratello. Negli ultimi anni sembra essere migliorato tantissimo, e Antea spera che ben presto lo lascino libero di tornare a casa insieme ai fratelli.
Nome: Tomas McDowell
Età: 33 Anni
Professione: Pilota Rally Professionista
Descrizione: Tomas è il secondo genito insieme a suo fratello Leonard, della famiglia, ha 33 anni ed è tra i Piloti di Rally più consociuti in America, corre insieme a suo fratello, e non si fà mancare un tornero, anche minore, ha la passione per i motori, come tutti i componenti della famiglia. Si è sposato molto giovane, a 25 anni ha una figlia di 3 anni, Mary Rose. Abitano a Washigton, anche se, a casua del suo lavoro è spesso fuori casa.
Tom è un ragazzo all'apparenza inavvicinabile, schivo e meschino, ma è solo una maschera che porta, non ama moltissimo affezionarsi alle persone, perchè convinto che prima o poi tutti gli volteranno le spalle. Vuole bene realmente solo alla propria famiglia e alla moglie.
Nome: Leonard McDowell
Età: 33 Anni
Professione: Pilota Rally Professionista
Descrizione: Leonard, 'Leo' per gli amici è l'opposto del fratello, solare giocoso e simpatico, è il classico 'bonaccione' tutti lo adorano fin da subito, e lui non può che esserne felice, infatti, anche se non lo ammetterebbe neanche sotto tortura, ama stare al centro dell'attenzione.
Anche lui ha le sue radici a Washigton, dove convive con una ragazza ormai da 5 anni, stanno pensando seriamente al matrimonio, ma vogliono ancora far passare qualche tempo.
Nome: Samuel 'Sam' McDowell
Età: 22 Anni
Professione: Studente iscritto alla facoltà di Veterinaria di New Yor. Con Specializzazione di "Animali Marini"
Descrizione: Samuel studia veterinaria, con specializzazione in 'Animali marini'. E' il più piccolo della famiglia McDowell, è cresciuto viziato e coccolato da i genitori ma sopratutto dai cinque fratelli maggiorni, e Antea non gli ha mai fatot mancare coccole e ogni tipo di premura. Si fa chiamare da tutti "Sam" non ama chi usa il suo nome per intero, vispo e solare è sempre disposto a ad aiutare il prossimo. Molto ordinato e preciso non ama il disordine. Divertente e con la battuta pronta è sempre disposto a scambiare quattro chiacchiere in compagnia. Espansivo e estroverso non ama gli spazzi aperti, nonostante abiti al Wayland Park non ama il caos cittadino. Torna in città solo per studiar ee dare gli esami, altrimenti preferisce la vita nell'oceano.
Premessa: E' lo Staff Migliore al mondo
Summer Dupree viene assunta da Alexander nel momento in cui la sua agenzia accetta di occuparsi della campagna pubblicitaria della rivista Runaway, per occuparsi delle relazioni tra il suo ufficio e il settore fotografico. Ambiziosa e buona lavoratrice Summer è una ragazza ostinata e decisa che non si tira mai indietro davanti alle sfide e alle nuove proposte. Appena assunta però prenderà una bella sbandata per il suo capo, cosa che la porterà, a volte, a essere un po’ troppo piena di attenzioni nei suoi confronti.
Richard Willis ha 34 anni e lavora da sempre nel settore pubblicitario, essendo questo il mestiere praticato anche da suo padre e dal fratello maggiore. Creativo, arguto e fantasioso Richard è la mente dello staff di Alexander, sempre capace di trovare slogan e descrizioni originali e pungenti per ogni prodotto di cui devono curare la campagna pubblicitaria. Sposato da 4 anni lui e la moglie stanno aspettando ora il loro primo figlio, una bambina che dovrebbe nascere a fine agosto 2007.
Mylo Sullivan è il più giovane tra i collaboratori di Alex, è un ragazzo che ha una passione smodata per l'infromatica e per la programmazione, ha uno spiccato senso per gli affari, e apprende velocemente tutto, infatti lui mira a prendere molto presto il posto di Alex. A ogni costo, e in ogni modo. Gentile e ironico, molto spesso Mylo si trasforma nel giullare di corte, sopratutto quando i tempi di consegna stringono e la tensione è alle stelle.
Allyson Matthews è una delle collaboratrici più 'Anziane' di Alex, lavora con lui dalla bellezza di 9 anni, e ha deciso senza pensarci due volte di seguirlo a New York, si occupa insieme ad Alex, del settore creativo, e dell'innovazione, e anche come PR, sempre disposta a portare nuovi clienti.Allyson non è solo una collaboratrice, ma è anche la migliore amica del ragazzo, ormai i due riescono a capirsi anche con un solo sguardo.
Donovan Pratt, 'Dane' per gli amici è il classio genio, creativo e molto 'strano' è un vulcano di idee, piantagrane di professione spesso esaspera tutto il team. Si lamenta per ogni cosa, e sopratutto ha una fissa per il caffè italiano, se non è italiano impazzisce (più di quanto già non lo sia in realtà).
amanda
amber
bar
conferenze
eve
famiglia
i gatti
lavoro
new york
teppiste
Appartamento 4A
- Eve
Philips
-
Amanda Philips
-
Kathleen Philips
Appartamento 4C
- Scarlett Bynes
Appartamento 4D
-
Leiandros Nox
-
Jared Nox
Appartamento 7A
- Brian
'Synyster' Foster
-
Zachary Badley
- Frank
Nowell
Appartamento 7D
- Peter
Harnett
-
Jane Holsen
-
Melanie Caine
- Pete
e Malanie
Appartamento 8B
-
Lenore Cutteridge
-
Hayley Cutteridge
Appartamento 9D
-
Alexandra Collins
- Jordan Reeves
Appartamento 11D
-
Samuel Townsend
Appartamento 12A
-
Blaine Foley
- Ian
Foley
Appartamento 12B
-
Johnathan Lewis
Appartamento 12C
-
Keira Bailey
- Jake
Bailey
-
Chris Marshall
Appartamento 12D
-
Antea Calliope McDowell
-
Mike JonathanMcDowell
-
Alexander Christian McDowell
-
Amber McCartey
La compagnia
- In
Good Company
A Stylish Diaries Maker production;
Immagini di Wentworth Miller provenienti da SweetandTalented;
Hosting by Splinder e Altervista;
Talkin' this and that again; Let's break it down for a minute. Creamer © Limp Bizkit.
- Prima di Halloween -
Mi siedo in ufficio, sono le otto meno venti e ancora non è arrivato nessuno, se non Allyson che però è impegnata a uccidere il capo ufficio stampa del mensile Sportweek. Non vorrei essere in lui, Allyson è una ragazza adorabile, ma quando si infuria farebbe pentire anche il diavolo.
Accendo il pc, e mi appoggio alla poltrona in pelle. Mi ritrovo un promemoria lampeggiante.
‘Ridare la scarpa a Eve’ Certo come no! Ci mancherebbe solo.
Però in effetti con una scarpa solo non è che ci faccio poi niente, e se gli chiedessi la seconda? Dieci a uno che me la da, la scarpa… Me la lancia, e se riesco a schivare il colpo, avrò cosi un bellissimo paio di scarpe di Ferragamo. Scuoto la testa, e comincio a lavorare, l’azienda sta cominciando a ingranare proprio ora, e non posso permettermi passi falsi; anche nei confronti del mio Staff che mi ha seguito senza indugio.
Apro Msn, e solo due contatti sono on-line. Clicco su quello di Eve, e so che tanto lo leggerà appena arriva in ufficio, è una delle prime cose che fa accedere a Msn.
“Ho qualcosa che ti appartiene. Ha un tacco da 12, ed è di Ferragamo. Se la vuoi indietro presentanti nella Lunge Room, alle 12 in punto. Non contattare le autorità, e soprattutto niente gatti. Alex.”
Non mi rimane che aspettare, soddisfatto come un vero pirla, chiudo il pc, e prendo in mano la pratica della Calvin Klein. Amber e Melanie sono stati due angeli, mi hanno fatto prendere l’esclusiva per la campagna pubblicitaria autunno/inverno 2008 e primavera/estate 2009. Un ingaggio da almeno trecentomila dollari a botta. E se tutto va come dico io, ci assicuriamo anche la campagna in Europa con la Settimana di Moda a Milano e Parigi. E forse riesco a fare avere a Runaway il servizio fotografico esclusivo, e questo mi assicurerebbe praticamente un posto fisso con questa rivista.
“Buongiorno Alex” La voce di Summer mi desta dai miei pensieri. Senza neanche alzare lo sguardo la saluto con un cenno di mano.
“Ciao” Biascico sfogliando velocemente il contratto di esclusiva.
“Oggi hai una riunione alle tre, con la Runaway” M’informa tranquillamente. “E devi passare a prendere Amber da Victoria Secret, purtroppo non la possono riaccompagnare”. Aggiunge sedendosi davanti a me. Alzo gli occhi, e rimango leggermente esterrefatto. Ha una minigonna a pieghe e una giacca elegante, lunghi stivali fino alle ginocchia di sfotta, che le fasciano le gambe, e una camicetta di seta che lascia poco all’immaginazione.
“Grazie Summer” Lei mi sorride. Si sporge verso di me e si appoggia con i gomiti sulla mia scrivania.
“Posso venire con te alla riunione?” Chiede melliflua, sorridendomi speranzosa.
“No tesoro, un’altra volta magari, oggi è la classica riunione al vertice” Dico un po’ dispiaciuto. Ultimamente sembra che lo faccia apposta a darle buca.
“Uff” Sbuffa sbattendo gli occhini castani.
Un attimo. Stop fermate il mondo. Ci sta provando con me?
Una che ha 23 anni? E potrebbe essere la mia sorellina? Una che ancora pensa che mettersi in mostra totalmente, sia più fruttuoso? Una che ancora non ha capito che la magia del vedo-non vedo è una delle cose che più ci fa impazzire?
“Ora scusami Sum, ma devo proprio finire di controllare questo contratto” Dico tranquillo, tornando a leggere, e sento il rumore dei tacchi allontanarsi sempre più.
“McDowell sei in ritardo di dieci minuti” Mi riprende Eve appena entro nella Lunge Room. La osservo, ha un tailleur in gessato molto bello, la camicia color panna… Regala alla vista quell’effetto vedo-non vedo. Sorrido sprezzante, senza degnarla di un solo sguardo in più.
“Io sono il sequestratore, tu sei la vittima. Io ritardo tu aspetti.” Dico aprendo il frigo, cercando qualcosa da sgranocchiare.
“Si certo, e se tu dici salta, dovrei saltare?” Chiede inarcando il sopracciglio, riferendosi a Full Metal Jacket. Una scena su cui abbiamo discusso un intera serata durante lo scorso convegno.
“Logico” Annuisco mettendo nel forno a microonde una pizzetta.
“Allora che vuoi?” Chiede inarcando un sopracciglio. “Rivoglio la mia scarpa!” Aggiunse subito dopo con tono di sfida.
“Ho in mente una proposta.” Mi siedo di fronte a lei. “Tu ed io, due settimane insieme. Io ti farò conoscere le passioni mie e tu le tue. Cosi capirai che le mie sono migliori” La provoco, non so perché di questa proposta assurda, e sinceramente non voglio indagare, non con lei davanti a me.
“Cosa?” Chiede leggermente spiazzata dalla mia richiesta insolita. “No cioè, puoi spiegarti meglio?”
“Domani che è sabato, so per certo grazie a un uccellino che non hai niente da fare, e quindi fatti trovare pronta per le nove Philips” Dico alzandomi dalla sedia.
“Ma stai scherzando?” Chiede inarcando ancora più il sopracciglio.
“Vuoi ricevere un tacco senza scarpa domani?” Chiedo sprezzante, ghignando.
“Tu provaci e giuro che ti uccido con le mie mani!” Sibila alzandosi e minacciandomi con il dito indice che picchietta sulla mia spalla.
*
“E tu che ci fai in piedi alle otto di sabato mattina?” Mi chiede Mike, alzando lo sguardo da una pila di documenti che tiene sopra la scrivania nello studio.
“Eh, sapessi” Sospiro ancora un po’ assonnato. Ieri sono rimasto fino alle tre con Allyson e Milo a sistemare un disguido con la campagna dei fiori.
“Che cerchi?” Mi chiede Mike incuriosito.
“Il numero del Privet Restourant” Dico cominciando a cercare tra i mille biglietti da visita. La settimana prossima li porto a Summer, almeno glie li faccio sistemare in ordine alfabetico.
Abuso di Potere? Certo! Altrimenti qual è il lato positivo di essere il capo.
“Wow, e chi è la fortunata?” Chiede avvicinandosi a me. E mi sembra di fare un salto nel passato. Dove io e Mike eravamo i più uniti di tutta la famiglia, i soli tre anni che ci separavano avevano rafforzato il nostro legame. Le nostre prime esperienze, le nostre prime cotte e le delusioni. Una spalla su cui appoggiarsi per non cadere.
“Eve” Rispondo tranquillamente.
“Accidenti” Borbotta lui sedendosi sulla poltroncina al mio fianco. “Con te c’è uscita e con me no, me la legherò al dito” Aggiunge ridendo, io mi giro di scatto e lo guardo inarcando il sopracciglio.
“Tranquillo, territorio libero. Non m’interessa, è una bellissima donna, ma ormai è quasi una sorella.” Mette subito in chiaro, alzando le mani in segno di resa, e io sento qualcosa rilassarsi e calmarsi in me. Un qualcosa che non dovrebbe neanche esistere.
“Figurati, per ora è solo…” Comincio a dire trovando il biglietto da visita del ristorante.
“.. solo un uscita tra amici e colleghi di lavoro” Conclude Mike con un ghigno malizioso.
“Muori” Dico uscendo dall’ufficio, per poi risbucare solo con la testa. “Non aspettarmi sveglio!” Scherzo dirigendomi verso la porta, afferro il giacchetto di da moto di Antea e il suo casco, e prima di uscire di casa, do un ultimo sguardo allo specchio. Ho un lupetto di lana nero, i jeans neri e la giacca da motociclista che mi son comprato in Giappone prima di venire qui a New York.
[Hey… Sei un gusto nuovo sai… Sembri docile invece sei, come io ti farei…]
“Pronto?!” La voce di Eve appare sorpresa al telefono.
“Sono davanti a casa tua. Esci” Dico normalmente.
“Hey! Ma la sai l’ultima? Hanno inventato i campanelli!” Mi risponde ridendo, sento che chiude la zip, sicuramente della borsa.
“Hey! La sai l’ultima? Sono le nove meno un quarto di sabato mattina. Le tue sorelle mi decapitano se suono alla porta!” Rispondo prontamente.
“McDowell dormito male?” Chiede ridendo, sento i passi avvicinarsi alla porta.
“Oh Philips, hai bisogno della banda reale per uscire? L’annunciatore l’hai perso?” Dico spazientito ma ridendo. Sento il click della fine della chiamata, e vedo apparire Eve davanti a me.
“Sei arrivato un quarto d’ora in anticipo. Sii contento che sono pronta” Mi dice tranquillamente. “Giacchetto e casco?” Aggiunge osservando le mie mani.
“Wow Eve! Sei perspicace!” Ribatto dirigendomi verso l’ascensore. “Giro in moto” Aggiungo subito dopo sorridendogli.
“Se volevi un abbraccio, potevi trovare qualcosa di più alternativo” Mi punzecchia lei ridendo.
“Oh si guarda… Hai scoperto il mio sordido obiettivo” Rispondo atono, fissandola con la coda dell’occhio. Ha i capelli legati da un bellissimo fermaglio a forma di farfalla, un maglione a collo alto e lungo fin sopra le ginocchia. I jeans fasciano perfettamente ogni sua curva. Riconosco che è bellissima anche vestita cosi.
“Posso sapere dove andiamo?” Chiede incuriosita una volta che raggiungiamo il garage.
“Rhode Island” Sorrido tranquillo, ammetto che farsi un viaggio di tre ore in moto, magari sia esagerato. Forze ho alzato troppo il tiro. “Vuoi che prenda la macchina?” Chiedo tranquillo.
“Hey, per chi mi hai presa? La costa on the road? In moto? Mi va più che bene..” Sorride dirigendosi al mio box, che poi è quello affianco al suo.
“Bene Philps, cosi mi piaci, temeraria” La prendo un po’ in giro, alzando la saracinesca del box. Entro dentro e porto fuori la moto.
“Wow una Honda VFR 900” Esclama stupendomi.
“E te come fai a saperlo?” Chiedo credo un po’ allucinato dato che scoppia a ridere.
“Sherlock c’è scritto sulla scocca la laterale” Mi dice infilandosi il giacchetto. “Scherzi a parte, ho frequentato tuo fratello per molti anni, se giri con lui, non puoi non essere appassionata di moto” Aggiunge prendendomi il casco dalle mani.
“Giusto” Salgo in sella, e subito dopo m’infilo il casco, mi imita e nel giro di un minuto partiamo.
[Se fossi tu a piovere mi bagnerei… Cosi vieni un po’ giu]
Il viaggio sta procedendo bene, non c’è traffico, non per queste strade un po’ più interne. Sento il motore della mia moto ruggire potente, Eve tiene le braccia strette intorno a me, deve essere andata in moto con Mike, alle curve piega alla perfezione, e devo ammettere che sentire come stringe quando accelero non mi dà fastidio. Per niente.
Prendo una svolta a destra, e cominciamo a percorrere una strada leggermente dissestata.
“Ecco la prima tappa, e anche l’unica prima di Rhode Island” Dico una volta che ci siamo sfilati i caschi.
“Wow” Si guarda indietro, un piccolo antro di paradiso nella caotica Est Coast.
“Mistyc Bay” Dico prendendole la mano, e incamminandoci verso una piccola struttura in marmo bianco. “Questa è una delle insenature più belle al mondo.” Dico aprendo la porta della piccola struttura davanti a noi.
“Mio dio!” Esclama estasiata alzando lo sguardo sopra di noi. E lo spettacolo che ci si propone davanti agli occhi, mi lascia come ogni volta senza fiato. Sul soffitto sono appese almeno un migliaio di statuette in cristallo, che riflettevano mille luci colorate per tutta la stanza.
“Puoi chiamarmi Alex!” Dico accondiscendente. E per la battuta del secolo ho vinto: un cazzotto sulla spalla e una linguaccia. Sempre meglio dell’ultima volta, che ho vinto una scarpa tirata dietro.
“Ma è bellissimo! Veramente, sembra quasi magico!” Si guarda intorno, mille lucciole colorale mille riflessi dei colori più disparati.
“Mistyc Bay è anche famosa per questo” Comincio a spiegarle tranquillamente. “L’architetto di questa Cappella, perché all’origine era una cappella, consacrata per matrimoni segreti, stile Las Vegas dei poveri.” Le spiego continuando a girare per la piccola stanza. “È riuscito a creare un gioco di luce con il lucernaio!” Finisco di spiegare, accendendo un cero, ometto il fatto che questo era il luogo preferito di Frederick. Ogni volta che entrava qui dentro, era come se riuscisse a ritrovare un briciolo di lucidità.
“Qualcosa non và?” Mi chiede Eve, avvicinandosi a me. Scuoto la testa.
“Andiamo, ci aspetta un magnifico pranzo” Dico sorridendo.
“McDowell, hai intenzione di farmi ingrassare? Dal convegno che ogni tanto mi porti a pranzo o cena fuori…” Ride divertita.
“Philps non ti si può nascondere niente eh!” Dico ironico riuscendo dalla cappella.
L’ultimo pezzo di tragitto è stato ancora meglio dei precedenti, l’auto-strada completamente libera, dove ho potuto portare la moto ad un’alta velocità, stando sempre attento, consapevole che non ero solo. Arriviamo davanti a un enorme parcheggio, posiziono la moto poco lontano dall’entrata.
“Cook-Bill?” Chiede inarcando il sopracciglio Eve, in effetti da fuori non sembra per niente quello che è in realtà: il locale più innovativo e spettacolare del mondo.
“Tranquilla, sono sicuro che ti piacerà!” Dico prendendola a braccetto, e facendola entrare.
L’atrio è grande e un po’ anonimo, subito una cameriera graziosa ci fa strada, la sala principale, quella che viene usata soprattutto per serate di ‘gala’. Andiamo a destra, verso una delle mie stanze preferite. “Pulp Fiction Room” è quello che si legge nella targhetta sopra la porta. E quello che ci accoglie mi fa sorridere come ogni volta, due camerieri un maschio e una femmina, che ci danno rispettivamente due parrucche, per poi scostare delle pesanti tende bordeaux, e veniamo catapultati nel Pub a Tema anni 50, del film.
Un vero e proprio spettacolo.
“Allora, ti piace?” Chiedo incuriosito, magari Tarantino lo odia.
“Sei riuscito a scegliere l’unico suo film che veramente adoro!” Sorride sedendosi, e cercando di sistemarsi la parrucca dopo aver legato i capelli. Mora è divinamente bella. Anche se preferisco i suoi capelli a cespuglio, invece che questo baschetto qui. Rido per la mia malignità, e mi becco uno sguardo omicida da parte della mia dama.
Che mi abbia letto nel pensiero?
Meglio non indagare.
“Ma te, posti normali, li conosci?” Chiede divertita leggendo il menu.
“Oh, ma siamo sempre normali, ogni tanto bisogna staccare no?” Dico sistemando meglio la mia di parrucca.
“No” Scuote la testa categoricamente.
“Si” Dico io guardandola in tralice. “Andiamo” Mi alzo e le prendo una mano. Con un’alzata di occhi al cielo, e uno sbuffo sonoro mi ritrovo con Eve al centro della pista da ballo.
“Sappi che ti odio McDowell!” Dice posizionandosi a qualche passo da me.
“Anche io Philips, non temere!” Le faccio l’occhiolino, e sorrido quando sento le prime note di ‘You Never Can Tell’.
Vedo Eve imitare alla perfezione Mia, il ballo lo conosce alla perfezione, questa donna è una continua sorpresa. Io non sono da meno, balliamo per tutta la canzone ridendo come matti.
“Mia, è stata fantastica!” Dico alla fine della danza, prendendole una mano e baciandola con riverenza.
“Vincent, non siete stato da meno” Fa un lieve inchino e torniamo a sederci al tavolo, dove due mega gelati ci stavano attenendo.
“Non conoscevo l’esistenza di questo locale” Ammette eve guardandosi intorno.
“Ha aperto due anni fa, ho curato la campagna pubblicitaria di apertura, c’erano quasi i cast completi di ogni film, ho conosciuto anche Tarantino, è matto come lo si vede in televisione.”
Dico tranquillo, non per vantarmi. Con Eve ho la possibilità di parlare del mio lavoro e delle conoscenze, senza vedere ciglia sbattute e sospiri sognanti. Infondo sia nel mio campo, ma soprattutto nel suo i cosi detti ‘Vip’ sono all’ordine del giorno.
“C’era anche la Thurman?” Chiede incuriosita.
“Si ma non l’ho avvicinata, era sommersa da gente adorante” Sorrido.
“Immagino…” Sospira lei, assaggiando il gelato.
“Domani mattina mi aspetta una stupida conferenza” Sospiro io, non appena le porte dell’ascensore si aprono.
“Ti lamenti te? Io devo incontrare le quattro dell’Ave Maria, hanno cominciato a fare storie, per via del servizio con lo sfondo urbano”
“Oddio, credo che Nigel impazzirà” Dico accompagnandola fino alla porta, infilo le mani in tasca, e guardo a terra.
“No credo che le ucciderà” Mi risponde girando la chiave nella serratura.
“Ok, ricordati che da oggi abbiamo un patto di due settimane Philips” Dico facendo dietro front, e entrando di filato nell’ascensore.
“Farò di tutto per riavere la mia scarpa” La sento ridere poco prima che le porte si chiudano.
*
- Subito dopo la Festa di Halloween -
[Mi piaci sai…Perché sai farmi dire…Hey io, io ti penserò…]
Sono distrutto, una giornata estenuante. Un po’ troppo. Quel bacio mi ha messo al tappeto. Un KO tecnico. Credo di aver sentito le famose farfalle nello stomaco, e noi uomini al massimo sentiamo altri generi di formicolii. Non di certo uno stomaco chiuso e un battito di cuore mancato. E poi che diamine, era uno stupidissimo bacio. Solo un bacio.
Rientro a casa cercando di non fare rumore, non so chi ci sia, ma in casa McDowell non siamo molto amichevoli se svegliati in piena notte. Soprattutto Antea, ha un viso d’angelo ma se la svegli fuori orario o con maniere sbagliate, c’è caso che ti uccide seduta stante.
Vedo la luce accesa in sala, sicuramente è Mike, magari ha qualche svolta con Keira da dirmi, ultimamente è molto preso da quella ragazza.
“Buona sera!” Dico sorridente entrando in salone.
“Ti devo parlare ti aspetto qui!” Mi dice con un volto funereo, quasi non mi prende un colpo secco, ha gli occhi arrossati, ed è teso come una corda di violino.
“Arrivo subito!” Dico dirigendomi come una scheggia in camera mia, il tempo di sciacquarmi il viso, e mettermi una tutta, e sono di nuovo in sala. Mio fratello sembra una statua di sale. Mi siedo sul divano e prendo un bicchiere di Scotch. Lo ha preparato con il ghiaccio, ora si che posso dire di essere molto preoccupato.
“Antea ha lasciato Jake. Nel peggiore dei modi hanno rotto, lui prende il primo volo per Londra.” Dice secco, senza girarci intorno. Sento come qualcosa rompersi dentro di me, non so perché. Fino a qualche minuto fa questa sarebbe stata la mia serata più entusiasmante della mia vita, quella da ricordare anche tra mille anni, e ora mi sento morire.
Con Antea non ho un bel rapporto, mi odia, ma non per questo non ci sto male, rimane sempre la mia sorellina.
“Parla, ti ascolto” Dico appoggiandomi al divano, e cercando di rilassarmi.
“È successo…” Mi racconta tutto, mi dice del secondo abito di Antea, ovvero quello Sexy, Mike ha riconosciuto che l’abito era un po’ eccessivo, ma sapeva che Antea stava solo scherzando, che voleva essere libera di osare almeno una volta. Non è mai stata particolarmente provocante nostra sorella, non amava mettersi in mostra, ha imparato a farlo un po’ alla volta, e sta sera era un semplice gioco. Mi ha riferito le parole dure di Jake, e quelle di Keira. Mike sta soffrendo moltissimo, conoscendolo avrebbe lasciato in tronco Keira, Antea è sacra soprattutto per me e per lui. Ma ci tiene a quella ragazza, lo ha stregato presumo.
“Mike, ti dirò solo una cosa, che tu già saprai. Per me Keira non esisterà. Non ostacolerò il vostro rapporto, ma per quanto Antea ha sbagliato come l’hanno trattata è una viltà, non solo in pubblico ma anche parole pesanti sono volate. Per me non esiste quella ragazza, e fidati è meglio che la ignoro, perché ti giuro la stenderei con un destro…” Dico lapidario, so che gli sto facendo male, ma hanno esagerato entrambi. Jake e Keira per me non esisteranno più.
“Ti capisco Alex…” È tormentato, si sta trattenendo da non so che cosa.
“Mike.” Lo chiamo serio, guardandolo dritto negli occhi. “Vivi la tua storia con Keira, lo vedo come ti ha preso, Antea è forte, vedrai che starà bene. Le staremo vicino.”
“Si” Dice semplicemente. Spero solo che Keira si comporti perfettamente con lui, altrimenti le renderò la vita impossibile. “Ma di un po’…” Si sistema meglio sulla poltrona. “Perché quando sei entrato avevi un sorriso ebete?” Domanda malizioso, ok calma.
Ma non si doveva parlare di Antea?
“Hey! Il sorriso ebete ce l’avrai avuto te!” Dico subito sbuffando sonoramente, per poi scoppiare a ridere. “Al diavolo, mi ha baciato Eve!”
Avete presente il classico stereotipo di secchione Americano? Quello che è un topo da biblioteca e un mago degli scacchi? Esattamente lui! Piccoletto, occhiali spessi e camicia a quadri rubata al corredo di tovaglie della propria madre. Ora immaginate quel secchione, che al ballo di fine anno, quando è ancora su quella panca all’angolo, la Reginetta del Ballo lo baci. Mi sono sentito cosi. Fortunato e graziato. Insomma un vero proprio idiota. Riconosco che sono un bel uomo, conscio del mio potenziale, se solo lo volessi avrei la fila dietro casa, non mi fingo ipocrita. Ma questo dannato bacio, mi ha messo sottosopra. Ha come ribaltato un po’ il mio punto di vita.
“Cavolo, finalmente!” Esclama solare Mike, sembra aver ritrovato un po’ di buon umore.
“Mi ha baciato, ed è stato così…” Neanche finisco la frase, sprofondo nel divano ridacchiando. Mike mi sta prendendo in giro. Ma sarà sempre peggio, anche perché ho intenzione di conquistarla. Lei è quella giusta, quella dello stomaco chiuso, della confusione e della gelosia. Quella che mi sa tener testa, che è bella tanto quanto intelligente.
“Dio mio Alex, sembri tornato un ragazzino!” Gongola Mike, ora so che non la finirà mai di prendermi in giro. “Ma che dico, non lo sei mai stato! Eri il Re della scuola, il Quoterback invidiato e ammirato, sei sempre stato quello che ha sempre e dico sempre avuto la ragazza più carina..” Aggiunge dopo con un sorriso complice.
“Ed Eve è la più bella donna” Mi sfugge questa frase, cosi natura e vera.
“Ahia, qui prevedo una cotta indicibile! Per fortuna che non la sopportavi!”
“No calma. Non possono essere così infantile!” Mi rimetto a sedere un po’ agitato. “E poi è stato un solo bacio, per quanto mi è stato possibile conoscerla, non è una frivola, ma infondo il bacio ha il peso di una piuma…” Dico leggermente teso.
“O anche lo spessore di un pugno chiuso nello stomaco…” Aggiunge serafico.
Cazzo quanto ha ragione. Sto completamente nel pallone.
“Da quando sciorini queste perle di saggezza?” Borbotto sulla difensiva.
“Da quando tu mi hai appena fatto capire che sei innamorato cotto, della donna che fino a due mesi fa dicevi di detestare!” Ricomincia a ghignare. Ma è possibile?
“Calma, è stato un bacio, siamo seri” Dico cercando di riportare me e mio fratello nella realtà.
“Si certo” Annuisce convinto. “Certissimo!” Aggiunge scoppiando a ridere, proprio non ce la fa.
“Ah sei impossibile Mike!” Dico spazientito alzandomi. Sono stanco morto, domandi è il compleanno di Antea, e devo fare il possibile per farlo andare bene.
“Ah aspetta Alex!” Si alza anche lui. “Fai un passo falso con Eve, comportati da stronzo come il tuo solito, e giuro che te ne pentirai!” Mi dice serio, dileguandosi in camera sua, lasciando me un povero idiota interdetto da questa minaccia.
Facendo un rapido calcolo, nell’arco di questa serata mi sono dato dell’idiota almeno venti volte. Non và assolutamente bene. Che tu sia maledetta, incantevole donna.
[Te e i tuoi gatti.]