Premessa

Questo non è altro che un blog con la funzione di "raccoglitore" di tutti i post di Alexander McDowell, un personaggio inventato da Juditta e che agisce nel Gioco Di Blog Ordinary World. Ogni fatto ed avvenimento è di fantasia ed ogni riferimento a fatti o avvenimenti realmente accaduti è casuale. L'aspetto di Alexander è quello dell'attore Wentworth Miller, ma a parte l'aspetto, il personaggio non ha alcuna attinenza con Wentworth.

Alexander Christian McDowell

Nome:Alexander Christian
Cognome: McDowell
Data di Nascita: 26 Agosto 1977
Età: 30 anni
Occhi; Blu
Capelli: Neri Corti
Segni Particolari: Una cicatrice sul sopracciglio sinistro. Glie l'ha causata Frederick, il fratello maggiore, nell'ultima crisi, che ha avuto prima di essere ricoverato.

Storia: Alexander Christian McDowell è il quarto fratello della famiglia McDowell, come ogni figlio mezzano è cresciuto in maniera indipendente, senza soffrire di gelosie nei confronti dei fratelli maggiori, nè di Mike, il fratello minore, ha una passione smodata per la sorellina, con la quale però non ha un buon rapporto.
Sarcastico e cinico, risulta fin troppo brusco a volte, non si lascia avvicinare molto facilmente, diffidente per natura ha imparato a fidarsi del suo sesto senso, che non fallisce quasi mai.
Laureato a Yale, ha cominciato a lavorare subito dopo la laurea, presso l’azienda dove aveva fatto lo Stage. L’azienda è una delle più grandi nel settore, è la stessa che si è occupa degli Spot Nike e Coca-Cola. Ha girato il mondo, per lavoro, visitando le città più belle, e i posti più emozionanti, anche solo per trovare l’ispirazione adatta.
Ma ora, è stanco della sua vita da nomade, e ha deciso di trasferirsi a New York, in pianta stabile, insieme al fratello Mike e la sorella Antea. Insieme al suo staff, ha voluto aprire un ufficio tutto suo, considerando anche il fatto che molti dei suoi clienti hanno deciso di seguirlo, perché sanno che lui nel lavoro ci mette la propria anima.
Ama moltissimo le moto e i motori, come ogni membro della famiglia McDowell, possiede una Honda cbr nera, con la quale va spesso a correre in pista, o semplicemente fare lunghi giri per rilassarsi e ritrovare la giusta concentrazione.
Ha un’altra passione quella per i film, possiede oltre 200 dvd originali, che lo seguono ovunque, e ama leggere, non ha generi preferiti, anche se predilige i classici come Shakespear e Baudeleire, ma logicamente questa cosa la sanno veramente in pochi.
Se in giusta compagnia ama divertirsi e lasciarsi andare.
Sentimentalmente è tornato libero da un annetto, dopo una relazione che durava da troppi anni, si era innamorato della donna sbagliata, che pretendeva troppo senza mai dare niente in cambio.
Alexander è un tipo passionale, e in una relazione, come nel lavoro mette tutto se stesso, non pretende neanche tanto, solo sincerità e fedeltà. Incredibilmente romantico (sa nascondere alla perfezione questa sua peculiarità) spesso stupisce le proprie ragazze con viaggi a sorpresa, e appuntamenti particolari, senza mai cadere nel banale o nello scontato.

Fauvorits

Ama: Se stesso, la sua moto, il suo lavoro, la sua famiglia.

Odia: La sua vita, il suo cinismo, e la gente che vive solo perchè è obbligata a farlo.

Colore Preferito: Verde Smeraldo.
Numero Fortunato: 3
Portafortuna: Ancora non ce l'ha.
Sogno nel Cassetto: Avere una famiglia propria.
Città Preferita: Vienna.

Possiede

Moto: Honda VFR [Foto]
Cellulare: Nokia N93i [Scheda]
Pc: Sony VAIO VGN-TX3XP/L [Scheda]
Macchina: Celica S 2800 (Cilindrata) [Foto]

La Famiglia McDowell

Nome: Milena Nott
Età: 55 Anni.
Professione: Giudice Supremo della Corte Marziale
Descrizione: Abita a Washigton, dove lavora da oltre venti anni come Giudice della corte Marziel. La sua professione l'ha portata spesso ad assentarsi da casa, ma ha fatto il possibile per non far mancare niente ai figli. Donna molto formale e rigida, solo in famiglia si lascia un po' andare. Ha ricevuto da sempre un'educazione militare, non solo perchè è entrata in marina alla giovane età di venti anni, ma anche perchè il padre era un ex Generale con quattro stelle in pensione. Adora Mike, e anche se le madri non dovrebbero avere preferenze, lui è l'eccenzione che gli fà confermare la regola. Non solo perchè ha intrapreso una carriera d'avvocato ma anche perchè dei sette figli è quello che sente piu vicino.

Nome: Nicholas McDowell
Età: 57 Anni
Professione: Generale dei Marins Americani, a capo di una Tasc Force 'segreta' di Anti-terrorismo.
Descrizione: è in servizio attivo in Iraq dal Novembre 2001. Torna rare volte in patria, e sempre per pochi giorni, ma spera ardentemente che gli diano un congedo permanente. Sente molto la mancanza di casa, anche se per la patria farebbe di tutto. Appassionato di moto e macchine è lui che ha trasmesso questa passione ai figli. Ha un piccolo vizio, quello di controllare la fedine penali dei partner dei propri figli. Spigliato e ironico ama la lettura e la buona musica. Tiene tantissimo a ciascuno nei sette figli, anche se a volte dimostra un debole per la 'piccola' Antea. L'unica femmina della numerosa famiglia.

Nome: Fredreric McDowell
Età: 36 Anni
Professione: Disoccupato
Descrizione: Fedreric è il maggiore dei sei fratelli, ha 36 anni, e da 10 anni è rinchiuso in un ospedale psichiatrico, il migliore di tutta l'America. Quando era più piccolo, ha subito un grave Shock, che prima gli ha fatto perdere momentaneamente l'uso della parola, e quando tornò comincià ad avere vere e proprie crisi, con scatti d'ira e violenza. I fratelli non vanno spesso a trovarlo, l'unica che riesce a reggere la situazione è la piccola Antea che almeno una volta al mese sparisce per una giornata intera senza dare spiegazioni e va a trovare suo fratello. Negli ultimi anni sembra essere migliorato tantissimo, e Antea spera che ben presto lo lascino libero di tornare a casa insieme ai fratelli.

Nome: Tomas McDowell
Età: 33 Anni
Professione: Pilota Rally Professionista
Descrizione: Tomas è il secondo genito insieme a suo fratello Leonard, della famiglia, ha 33 anni ed è tra i Piloti di Rally più consociuti in America, corre insieme a suo fratello, e non si fà mancare un tornero, anche minore, ha la passione per i motori, come tutti i componenti della famiglia. Si è sposato molto giovane, a 25 anni ha una figlia di 3 anni, Mary Rose. Abitano a Washigton, anche se, a casua del suo lavoro è spesso fuori casa. Tom è un ragazzo all'apparenza inavvicinabile, schivo e meschino, ma è solo una maschera che porta, non ama moltissimo affezionarsi alle persone, perchè convinto che prima o poi tutti gli volteranno le spalle. Vuole bene realmente solo alla propria famiglia e alla moglie.

Nome: Leonard McDowell
Età: 33 Anni
Professione: Pilota Rally Professionista
Descrizione: Leonard, 'Leo' per gli amici è l'opposto del fratello, solare giocoso e simpatico, è il classico 'bonaccione' tutti lo adorano fin da subito, e lui non può che esserne felice, infatti, anche se non lo ammetterebbe neanche sotto tortura, ama stare al centro dell'attenzione. Anche lui ha le sue radici a Washigton, dove convive con una ragazza ormai da 5 anni, stanno pensando seriamente al matrimonio, ma vogliono ancora far passare qualche tempo.

Nome: Samuel 'Sam' McDowell
Età: 22 Anni
Professione: Studente iscritto alla facoltà di Veterinaria di New Yor. Con Specializzazione di "Animali Marini"
Descrizione: Samuel studia veterinaria, con specializzazione in 'Animali marini'. E' il più piccolo della famiglia McDowell, è cresciuto viziato e coccolato da i genitori ma sopratutto dai cinque fratelli maggiorni, e Antea non gli ha mai fatot mancare coccole e ogni tipo di premura. Si fa chiamare da tutti "Sam" non ama chi usa il suo nome per intero, vispo e solare è sempre disposto a ad aiutare il prossimo. Molto ordinato e preciso non ama il disordine. Divertente e con la battuta pronta è sempre disposto a scambiare quattro chiacchiere in compagnia. Espansivo e estroverso non ama gli spazzi aperti, nonostante abiti al Wayland Park non ama il caos cittadino. Torna in città solo per studiar ee dare gli esami, altrimenti preferisce la vita nell'oceano.

Lo Staff con Cui Lavoro

Premessa: E' lo Staff Migliore al mondo

Summer Dupree viene assunta da Alexander nel momento in cui la sua agenzia accetta di occuparsi della campagna pubblicitaria della rivista Runaway, per occuparsi delle relazioni tra il suo ufficio e il settore fotografico. Ambiziosa e buona lavoratrice Summer è una ragazza ostinata e decisa che non si tira mai indietro davanti alle sfide e alle nuove proposte. Appena assunta però prenderà una bella sbandata per il suo capo, cosa che la porterà, a volte, a essere un po’ troppo piena di attenzioni nei suoi confronti.

Richard Willis ha 34 anni e lavora da sempre nel settore pubblicitario, essendo questo il mestiere praticato anche da suo padre e dal fratello maggiore. Creativo, arguto e fantasioso Richard è la mente dello staff di Alexander, sempre capace di trovare slogan e descrizioni originali e pungenti per ogni prodotto di cui devono curare la campagna pubblicitaria. Sposato da 4 anni lui e la moglie stanno aspettando ora il loro primo figlio, una bambina che dovrebbe nascere a fine agosto 2007.

Mylo Sullivan è il più giovane tra i collaboratori di Alex, è un ragazzo che ha una passione smodata per l'infromatica e per la programmazione, ha uno spiccato senso per gli affari, e apprende velocemente tutto, infatti lui mira a prendere molto presto il posto di Alex. A ogni costo, e in ogni modo. Gentile e ironico, molto spesso Mylo si trasforma nel giullare di corte, sopratutto quando i tempi di consegna stringono e la tensione è alle stelle.

Allyson Matthews è una delle collaboratrici più 'Anziane' di Alex, lavora con lui dalla bellezza di 9 anni, e ha deciso senza pensarci due volte di seguirlo a New York, si occupa insieme ad Alex, del settore creativo, e dell'innovazione, e anche come PR, sempre disposta a portare nuovi clienti.Allyson non è solo una collaboratrice, ma è anche la migliore amica del ragazzo, ormai i due riescono a capirsi anche con un solo sguardo.

Donovan Pratt, 'Dane' per gli amici è il classio genio, creativo e molto 'strano' è un vulcano di idee, piantagrane di professione spesso esaspera tutto il team. Si lamenta per ogni cosa, e sopratutto ha una fissa per il caffè italiano, se non è italiano impazzisce (più di quanto già non lo sia in realtà).

About...

amanda
amber
bar
conferenze
eve
famiglia
i gatti
lavoro
new york
teppiste

Firends

Appartamento 4A
- Eve Philips
- Amanda Philips
- Kathleen Philips
Appartamento 4C
- Scarlett Bynes
Appartamento 4D
- Leiandros Nox
- Jared Nox
Appartamento 7A
- Brian 'Synyster' Foster
- Zachary Badley
- Frank Nowell
Appartamento 7D
- Peter Harnett
- Jane Holsen
- Melanie Caine
- Pete e Malanie
Appartamento 8B
- Lenore Cutteridge
- Hayley Cutteridge
Appartamento 9D
- Alexandra Collins
- Jordan Reeves
Appartamento 11D
- Samuel Townsend
Appartamento 12A
- Blaine Foley
- Ian Foley
Appartamento 12B
- Johnathan Lewis
Appartamento 12C
- Keira Bailey
- Jake Bailey
- Chris Marshall
Appartamento 12D
- Antea Calliope McDowell
- Mike JonathanMcDowell
- Alexander Christian McDowell
- Amber McCartey
La compagnia
- In Good Company

Archivio

oggi
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007

Credits

A Stylish Diaries Maker production;
Immagini di Wentworth Miller provenienti da SweetandTalented;
Hosting by Splinder e Altervista;
Talkin' this and that again; Let's break it down for a minute. Creamer © Limp Bizkit.

giovedì, 04 ottobre 2007, 20:46

La Conferenza... Help Me!

“Summer Dupree?” Chiedo alla ragazza seduta davanti al mio ufficio. Mini Tailleur, capelli liberi fino a metà schiena, e occhialetti sicuramente non da vista.
“Si sono io, lei è il Signor McDowell, vero?”Dice con fare sicuro porgendomi la mano. Io la stringo e annuisco sorridendo.
“Accomodati, posso darti del tu?” Chiedo più per retoricità che per altro.
“Certo, devi darmi del tu!” Conviene con me.
“Allora Summer, ho letto il tuo curriculum, notevole, molto!”
“Grazie” Sorride raggiante.
“Allora, te saprai bene, che nell’eventualità che tu venga presa nello staff, esisterà il lavoro prima di tutto?” Dico diretto, inutile fare lunghi giri di parole.
“Orari stressanti, giorni liberi solo per sentito dire, sempre reperibile, neanche fossi un cardio-chirurgo, e i clienti prima di tutto!” Dice semplicemente.
“Vedi che hai ben chiara l’ottica del tuo futuro lavoro!” Sospiro serafico ma divertito.
“Davvero?” Mi domanda stupita.
“Benvenuta a bordo Summer!” Annuisco sorridente.
“Oh grazie! Non te ne pentirai!” Cinguetta felice. Ecco quello che ci vuole, entusiasmo, gioia e brio.
Mi ricorda tanto me i primi tempi, se non fosse per la 3° di seno abbondante e il sedere a mandolino, e certamente per i capelli lunghi fino a metà schiena.
“Vai da Donovan, lui ti spiegherà tutto, è il grande capo oltre me!” La ragazza annuisce sempre sorridente, ed esce.
Io mi rilasso sulla poltrona, sono sempre più convinto che questa Summer sarà un ottimo acquisto, e poi è bello avere persone sorridenti e spigliate in giro per l’ufficio.
“È permesso?” sento una voce fin troppo familiare.
Come non detto.
Due smeraldi lucenti mi fissano cupi e seri.
“Avanti!” Dico con la vitalità di un moscerino in coma.
“McDowell..” Mi dice entrando ma io alzo la mano e le faccio cenno d’interrompersi.
“Alex” Aggiungo semplicemente. Sul suo volto appare un sorriso, di circostanza, ma sempre sorriso è. Sempre meglio di niente.
“Va bene..” Annuisce. “Alex” Marca bene il nome come se le fosse indigesto. Anche lei sicuramente deve essere un ottima amica di Antea, le cose vanno di bene in meglio.
“Dimmi” Della mia vasta gamma di sorrisi, ho deciso di sfoggiare quello che mi riesce meglio: l’arrogante divertito.
Scuote la testa, evidentemente ha appeso una mia foto nella sua mente, e ci stà giocando a freccette.
“Questo fine settimana hai impegni?” Perché ho come l’impressione che sia una domanda retorica?
“Dipende, vogliamo fuggire a Las Vegas?” Sfoggio un altro sorriso della mia gamma, quello malizioso.
Lei alza gli occhi al cielo, e scuote la testa impercettibilmente.
“Ti propongo di meglio!” Si ricompone e mi fissa con aria di sfida.
“Sentiamo..” La sollecito avvicinandomi alla scrivania con la sedia.
“Miami , Luxuria High Hotel” Mette le mani avanti come per dirmi di non fare commenti. “Sabato e Domenica, Convection di non so quale ditta!” Finisce di dire velocemente.
Evito i commenti sul nome del luogo, sarebbero scontati e banali, e io sono tutto fuorché scontato e banale.
“Posso rifiutare?” Chiedo con la vana speranza, molto vana e poco speranza.
“Direi proprio di no” E mi rivolge un sorriso che oserei definire sadico.
“Allora accetto” Dico abbattuto, il mio weekend in moto è sfumato, cancellato, depennato, sgretolato, distrutto, annientato, polverizzato. Niente Moto. Niet. Nada. Nisba.
“Anche perché Luise ha chiaramente detto che non avrebbe accettato rifiuti” Sorride compiaciuta.
“Avevo come il vago sospetto di ciò..” Convengo tra l’ironico e serio.
“Se in mattinata Sali in ufficio Luise ti dirà tutto quello che c’è da sapere.” Il suo tono è tornato inflessibile e professionale.
“Wow, desideri cosi tanto rivedermi?” Provo a scherzare. Anzi no ci provo e basta.
“Si certo, cosi tanto che ho scalpitato per venire qua a parlarti” Inarca il sopracciglio e mi parla con aria indifferente.
C’ho provato? Tentativo fallito.
Questa qui sarà la classica sessantenne, con venti gatti ancora zitella.
“Però vedo che ti stai intrattenendo, nonostante il tuo ‘dovere’ si sia concluso” La stuzzico un po’.
Fa per parlare, ma richiude subito la bocca, chiude due secondi gli occhi e li riapre. Zen. Questo è merito dello Zen, farà qualche corso.
“Giusto, è meglio che vada” Dice tranquilla alzandosi. “Ricordati che Luise non ama attendere” Mi informa prima di varcare la soia della porta.
E io rimango seduto alla mia scrivania, con  le labbra leggermente schiuse a fissare il punto dove pochi secondi fa c’era la Philips.
Potrei arrivare a pensare, per assurdo, e sottolineo, ribadisco, ed evidenzio per assurdo, che mi ha fregato.

***

"Volo 719" Ripeto leggermente a bassa voce. "Philips, te la guardi mai la tv?" Domando girando il volto verso la ragazza.
"Nonostante viva in una caverna senza riscaldamento nè elettricità sì, qualche volta la guardo..." Scherza guardando un attimo fuori dal finestrino e poi si gira a guardare me.
"Lost, la serie televisiva.. La segui?" Ignoro l'ironia, lei tanto nella caverna ha sempre i venti gatti che l'aspettano.
"Sì, la seguo! Le mie sorelle sono fanatiche della serie..." Mi risponde non molto tranquilla, ha lo sguardo leggermente perso.
"Non è il volo 815.. Ma.." Sorrido tranquillamente. "Pensa se precipitassimo in un paradiso tropicale come quello!"
Mi guarda male. Ma veramente male. Se gli sguardo potessero uccidere, ora sarei decapitato. "Se tu fossi Sawyer la cosa potrebbe essere invitante..." Commenta leggermente sovra pensiero. Sawyer. Ah! Il tizio che assomiglia a Jake, quello che logicamente piace ad Antea. "Ma io e te su un'isola deserta suona decisamente più come un inferno tropicale che un paradiso, non trovi?" Continua  mantenendo un tono vagamente scherzoso, ma secondo me stà pensando ai 101 modi per decapitarmi. Logicamente uno più doloroso dell’altro.
Io non riesco a capire perché, perché mi odia. Sono cosi adorabile io!
"Se tu fossi Kate, e avessi un carattere meno odioso del tuo, ti avrei già chiesto di uscire, senza attendere che un aereo precipiti!" Rispondo in un soffio.
"Non sono sempre così odiosa Alex! Ma tu riesci a tirar fuori il meglio di me..." Risponde cercando di mantenere la calma, odiosa, Lei? Quando mai. "In quanto ad arroganza comunque tu sei abbastanza vicino a Sawyer..." Continua poi con un sorriso. E devo ammettere che quando sorride non è poi cosi male. Senza contare il fatto che non è una brutta ragazza, anzi, peccato che il suo destino è già stato scritto: i venti gatti l’aspettano a casa.
“Signori tutto bene?” La voce dell’Hostess mi riporta sul pianeta terra, io mi giro e sorrido annuendo. “Le cinture le avete allacciate?” Domanda premurosa la biondina.
Mi giro verso Eve, che annuisce un po’ nervosa, stringendo con la mano il bracciolo della poltroncina, per poi tornare a rilassarsi.
Che abbia paura di volare?
Si! L'ho notato. Si è irrigidita, il sorriso di circostanza, il fare finta di niente. Ha paura di volare. Oggi è il mio giorno fortunato, la Philips ha paura di volare, e quali migliori argomenti se non le stragi e i disastri aerei, sono adatti per affrontare il decollo?
"Philips pensa a due possibili scenari: O quello di Lost, o quello di un dirottamento aereo, quale preferiresti?"
Mi guarda, non saprei definire come, ancora non ho studiato le sue mille sfumature degli sguardi assassini.  "Potresti evitare di parlare di stragi ancora prima di decollare?" Mi chiede, peccato che il suo tono abbia lo stesso quella punta di arroganza, che prima contestava a me. "Meglio un dirottamento comunque, magari ti prendono in ostaggio e io mi libero di te!" Risponde, sa mantenere abbastanza l’auto-controllo, se non fosse stato per quella defaiance di prima con la Hostess.
"Oh, se io vado all'inferno, Baby ti porto giù con me!" La provoco deliberatamente.
"Come sei carino..." Commenta rivolgendomi un sorriso compiaciuto
 "Miami sarà in nostro inferno allora..."Continua. "...sempre che ci arrivi vivo..." Aggiunge a voce più bassa.
"Sempre che ci arrivi viva te.." Ribatto inarcando il sopracciglio.
Mi fissa, non so dire se con odio o con astio, di certo non mi fissa con ammirazione o amorevolmente. La sua attenzione viene però attirata dall’aereo che comincia a muoversi, e cerca di sistemarsi meglio sul sedile.
"E' davvero rassicurante viaggiare con te lo sai? Un vero piacere, ricordami di ringraziare Luise quando torniamo a casa..."
"Mamma mia Eve hai 35 anni no?" Chiedo con nonchalance, sistemandomi comodamente. "Cerca di non frignare come se fossi una sedicenne"
"Punto primo mio caro cinquantenne di anni ne ho 28" Ribatte indispettita , prevedibili le donne. Come sempre. "Secondo...vai al diavolo..." Continuo senza saper bene cosa dire, alla fine è ricaduta nel banale. L’insulto clichet per antonomasia.  "Non ho chiesto io di fare questo viaggio con te, quindi cerca di stare zitto e non rompere più del dovuto!"
"Punto primo: Siamo decollati e te sei viva. Punto secondo: Pensi che io smani all'idea di questo Week-End?"
Guarda fuori dal finestrino e si accorgo che in effetti siamo decollati, come se non l’avessi appena detto io. E logicamente, come ben potevo immaginare, litigando con me, neanche se ne è accorta. Sono troppo un genio. Anzi no non sono un genio, ma proprio un G E N I O. Non solo la G maiuscola, ma proprio tutta la parola, e per enfatizzare il fatto ci mettiamo anche uno spazzietto tra una lettera e l’altra.
Sorrido notando la sua faccia sorpresa, piacevolmente sorpresa per una volta. "No, comunque. Non credo che tu smani all'idea di questo weekend, non ho questa presunzione. Potremmo anche cercare di renderlo vivibile comunque... se pensi di esserne capace..." Commenta alla fine senza risparmiarmi la frecciatina.
"Oh Philips quale grazia divina, un armistizio? No grazie, è troppo divertente prenderti in giro!" Mi rilasso completamente sullo schienale del sedile. "E poi vedi, sono un genio, non ti ho fatto nemmeno accorgere di essere decollati, un grazie dovrebbe essere d'obbligo.."
"Grazie per cosa? Per essere insopportabile, o sì Alex, grazie di cuore...non so davvero come farei senza di te..." Risponde ironica. "Magari potresti ringraziarmi tu visto che mi trovi tanto divertente..."  Continuo cercando di sistemare nervosamente il bracciolo del sedile. Se non fosse stata amica di Mike e Antea, se non fosse stata un’ottima collaboratrice di lavoro, mi sarei già divertito a portarla sull’orlo di una crisi di nervi, per questa sua assurda paura di volare.
"Philips hai una paura matta di volare, si nota lontano un miglio!" Inclino la testa verso la ragazza, e la guardo con un sorriso sornione.
"No!" Sbotta immediatamente girando la testa verso di me che la guardo sorridendo. "Un po'..." Ammette gesticolando. E devo dire che è veramente bella in questo momento, quella piccola ruga di tensione sull’angolo sinistro della bocca, e i suoi occhi sembrano brillare. Forse sono semplicemente lucidi. "...Ma questo non ti dà il diritto di infierire sulla cosa! E piantala di chiamarmi Philips!" Si lamenta con veemenza.
"Eve cara, siamo decollati.. Siamo sani e salvi, e atterremo sani e salvi, il nostro problema non sarà l'aereo, ma come sopravvivere a noi stessi." Annuisco convinto.
"E' la prima cosa intelligente che ti sento dire da quando ti conosco..."
Io Ancora di cose intelligenti non te le ho sentite dire.
Penso malignamente, ma questo colpo basso me lo risparmio.
Commenta, abbozzando un sorriso, un sorriso sinceramente divertito, appoggiando la testa al sedile. Allora non si è rifatta con il lifting! Riesce a sorridere! "E non preoccuparti l'albergo sarà grande non dovremmo per forza stare attaccati l'uno all'altra...non più del necessario..."
"Esatto il Luxuria è uno degli alberghi più prestigiosi di Miami, oltre 25 piani, e oltre 150 stanze. Figuriamoci se c'incontriamo. al massimo ci rivedremo qui sull'aereo."
"Esattamente... e anche la cena di stasera, saremo almeno una ventina di persone, potremmo non dover nemmeno parlarci..." Aggiunge "E l'albergo è enorme le nostre stanze saranno probabilmente agli antipodi..."
"Esatto.. Finalmente siamo d'accordo su qualcosa. Eve!" Marco il suo nome con un tono meno astioso del solito.
"Stiamo facendo dei passi avanti eh?" Sorride "Sembriamo quasi due persone civili, sono colpita Alex! Luise sarà fiera di noi, e la prossima volta che le vengono idee simili mi aspetto di vederti al mio fianco mentre la torturo per farle cambiare idea!" Ride.
Oddio. Stò diventando gentile? Con Miss Isterismo, senza crisi isteriche? Oddio.
"Certo, mandiamo da lei Sergey.." Ok, forse passo troppo tempo in quel condominio.
"Hey, non starai mica iniziando a dare corda ad Amanda anche tu vero? Antea basta e avanza, e anche Blaine a dirla tutta e chissà chi altro!" Mi guarda dritta negli occhi. Questa cosa mi piace in lei. Non abbassa mai lo sguardo, ed è sempre feria, ogni cosa che fa o dice. Non si lascia intimorire facilmente, "Non fare mai commenti del genere davanti a mia sorella o ti ritroverai appostato davanti a casa mia a spiare Sergey, la conosco, credimi!"
"Tua sorella è una forza della natura, sai?" Dico sorridente. "Ok, parteggia con Antea, come tutto il palazzo del resto, però devo dire che è simpatica!"
"Una forza della natura... Un bel modo per dire che è pazza ma direi che hai ragione!" Sorride portandosi dietro l’orecchio una ciocca di capelli ribelle. "E comunque sì parteggia per Antea ma direi che le stai simpatico... Ha cercato anche di difenderti davanti a tua sorella... Magari spera di tirarti dalla sua parte per la cospirazione russa... O forse pensa semplicemente che non sei così male come sembri, chissà..." Commenta leggermente sovra pensiero.
"Scusa come sembrerei?" Chiedo incuriosito
"Arrogante? Pieno di te? Presuntuoso?" Elenca con tono ironico, che di ironico ha solo quello, perché sinceramente, detta tra noi, ci azzeccato in tutto, e su tutta la linea.  "Ma magari è solo un'impressione...." Continua divertita. Scommetto che si diverte un casino a offendermi cosi gratuitamente.
"Eve ti piacciono i gatti?"
Ecco, questa è la mia domanda da un milione di dollari. Si gira a fissarmi inarcando il sopracciglio. "Scusa?" Mi chiede confusa. "Sì... direi di sì..."
Lo sapevo! Ho sempre ragione! Sono troppo un genio. Anzi no non sono un genio, ma proprio un G E N I O.
Attacco a ridere di gusto. "Oh niente, era una curiosità!" Cerco di tornare serio.
"Mi sono persa qualcosa di molto divertente?" Chiede "Per farti ridere così doveva essere davvero divertente..."
"Oh si non immagini quanto!" Dico sfoggiando un sorrisetto sadico.

“Eve… Vieni con me!” Dico alla prima turbolenza dell’aereo. Se tanto mi da tanto, lei preferirebbe morire piuttosto che farsi vedere terrorizzata.
“Di grazia, dove vuoi andare?” Chiede leggermente tagliente. Io mi avvicino a lei, posso sentire il suo profumo dolce, sa di fiori, in contrasto con la caramella al limone che stà mangiando. Appoggio il gomito sul bracciolo del sedile. Mi inclino verso il suo orecchio.
“Dicono che il sesso in alta quota, faccia passare ogni paura, anche quella del buio” Sussurro flebilmente, sfiorando con le labbra il suo orecchio.
Mi ritraggo lentamente, e la osservo, è come una statua di sale. Stà meditando sicuramente con che arma uccidermi. Si gira lentamente. Mi guarda allibita, che sia riuscito a farla tacere? Dubito di essere cosi fortunato.
“Vuoi per caso che apra quel portellone e ti butti giù di sotto?” Chiede dolcemente sorridendo, ma riesco a intuire lo scampanellio degli allarmi suonare tutto intorno. “O se vuoi ti lascio solo, la prossima volta con la signorina Donell!” Mi minaccia esibendo il più ammaliante degli sguardi. Si gode in pieno, la mia espressione terrorizzata. La Signorina Donell, è una donna di circa cinquanta anni, che a suon di botulino e operazioni estetiche crede di avere ancora trenta anni, ci prova spudoratamente con me, e sono più le volte che le sue mani sono sul mio sedere, che al loro posto. Orrore.
“Megera” Soffio io girandomi dall’altra parte offeso. La sento sghignazzare debolmente. E ho solo una cosa da dire: vendetta. Eve passeremo tre giorni insieme, aspettati di tutto.

Eve ha incontrato una vecchia amica del college, io ho tutto il tempo per andare alla Hall, e cominciare la prima parte del piano: ‘Vendichiamoci di Eve’.
“Buona Sera, benvenuto all’hotel Luxuria” La ragazza dietro al bancone mi sorride, un sorriso tirato e finto, logicamente sta maledicendo tutti questi nuovi arrivi fuori orario, passare otto ore su dei tacchi da dodici centimentri, a sorridere e accondiscendere a ogni richiesta dei clienti deve essere snervante. Mostro il mio sorriso più amabile, quello che farebbe sciogliere anche un Ice-berg.
“Se ti dico 100 dollari per un favore?” Mi sporgo in avanti, appoggiando il gomito al bancone della Hall, e accavallo le gambe all’altezza della caviglia.
“Mi verrebbe da pensare dove stà la fregatura…” Risponde lei sospettosa, ma incuriosita dall’offerta.
“Nessuna fregatura, quando arriverà quella donna bruna, con due gambe da mozzare il fiato, dovrai fingere che ci sia rimasta solo una Suite, e che dovremmo condividerla..” Le spiego tranquillamente, pregustandomi la reazione di Eve a tutto ciò.
“E per questo mi daresti 100 dollari?” Chiede stupita.
Annuisco semplicemente, e osservo Eve parlare con quella donna. Devo ammettere che è dannatamente bella, stà giocando con il lobo sinistro, segno evidente, almeno per me, che è nervosa. I suoi occhi fissano senza mai interruzione quelli dell’altra donna rossa, che invece cerca di evitare quello sguardo smeraldino. Capisco bene cosa possa provare l’altra donna, infondo Eve incute soggezione, è incredibilmente bella e intelligente, sarcastica e tagliente sa come mettere bene le cose in chiaro sempre. I suoi occhi sono lame pronte a ferirti nel profondo. Da quanto Antea mi ha fatto quella sfuriata non riesco a pensare ad altro. Lei è sempre stata un fulmine a capire queste cose, e non sarebbe la prima volta che lo intuisse prima del sottoscritto.
Mi dirigo verso Eve, non è riuscita a sganciare la tizia, e magari le serve un aiuto.
“Cara eccoti, ci stanno aspettando” Sorrido cingendole la vita. La sento irrigidirsi un secondo, per poi rilassarsi sorridendo.
“Alex ti presento Madelene” Mi volto a osservare l’altra donna, avrà l’età di Eve ma è decisamente brutta, anzi direi sgraziata, l’ombretto bianco e celeste, insieme all’eye-liner nero la fanno sembrare una di quelle che la notte lavora lungo le strade. Gli abiti esageratamente pacchiani e vistosi la invecchiano, per non parlare della sua voce: stridula e petulante.
“Piacere Madelene, ma ora ci dovrai scusare ci aspettano alla Hall.” Sorrido stringendo la mano. Per poi rapire Eve, e dirigerci finalmente alla Hall.
La ragazza, Elizabeth ci accoglie con un caloroso saluto, molto più cordiale e invitante di prima. Forse con quei cento dollari promessi ci comprerà un paio di scarpe.
“Buonasera benvenuti al Luxuria, se potete dirmi i nomi vi sistemo subito nelle stanze”
“Eve Philips e Alexander McDowell” Dico candidamente, accorgendomi di non aver ancora tolto la mano dalla schiena di Eve. Lo faccio lentamente, per non sembrare un rifiuto netto. Ora mi aspetta credo, lo spettacolo più bello di tutta la mia vita. Eve che realizza di dover dormire con me sullo stesso letto.

Alexander Christian McDowell

conferenze, eve , i gatti
[commenti ]